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Le attivita' del Gruppo Micologico Cebano "Rebaudengo-Peyronel" ONLUS prendono spunto e
stimolo da quanto previsto dallo Statuto, perfezionato nell' anno 2001, e registrato,
che si ispira alla salvaguardia della natura, alla valorizzazione dell' ambiente e
alla diffusione della cultura micologica attraverso varie iniziative che impegnano gli
Associati a:
a) Promuovere una cultura ecologica, intesa sia come conoscenza delle problematiche
relative alla tutela ed al miglioramento degli ecosistemi naturali, sia come promozione
dei conseguenti comportamenti.
b) Promuovere la ricerca, la classificazione e lo studio sia dei funghi, che dei problemi
connessi alla micologia con ogni iniziativa atta a raggiungere tale scopo.
c) Promuovere la divulgazione delle conoscenze micologiche per migliorare ed ampliare
l' utilizzazione dei miceti e prevenirne gli eventuali inconvenienti con riferimento
sia al mondo degli adulti, sia ai giovani che alla Scuola.
d) Promuovere la salvaguardia del patrimonio naturale, in particolar modo micologico,
educando all' amore ed al rispetto per la natura.
e) Promuovere la raccolta di materiale didattico, bibliografico e scientifico relativo
alla micologia ed alle scienze affini per metterlo a disposizione dei soci e di tutti
coloro che per necessita' chiedano di consultarlo.
f) Promuovere, aderire, tenere contatti e collaborare ad iniziative comuni con Enti,
ricercatori, Associazioni ed Istituzioni che perseguano analoghe finalita'.
g) Partecipare alla mappatura della flora micologica spontanea della Provincia di Cuneo e
della Regione Piemonte.
h) Promuovere infine la conoscenza micologica attraverso l'organizzazione di corsi di
formazione, di Mostre micologiche, di proiezioni e di ogni altra attivita' in grado di
perseguire le finalita' tutte previste dallo Statuto.
Questa e' la carta d'identita', e di lavoro, del Gruppo Micologico Cebano "Rebaudengo-Peyronel",
promotore dello studio della micologia ed organizzatore della Mostra del Fungo di Ceva,
secondo in Italia dopo il Bresadola di Trento a vedere la luce: anno di nascita 1962;
luogo: citta' di Ceva.
Sono passati quarantasei anni da quando un gruppo di amici ha deciso di dare avvio ad un'
iniziativa che ridesse smalto ai festeggiamenti di fine estate.
I Cebani che, discutendone sotto l'ala del municipio, hanno avuto la pensata di ricostruire
uno spaccato di sottobosco, con il suo re a farla da padrone, sono Giulio Chiapasco,
Piero Franco, Giovanni Gula, Meo Martino, Aldo Mazzarelli, Tanchi Michelotti, Margherita Pollano,
Ernesto Rebaudengo (notissimo come micologo e disegnatore di funghi dal vero, grandissimo a livello mondiale),
Guglielmo Sandrone, Giordano Sciarra, Agnese Torre.
Appunto per sistemare, classificati in modo correttamente e strettamente scientifico, questa una delle
prerogative della Mostra cebana, i funghi, viene coinvolto Ernesto Rebaudengo, entomologo appassionato
di tutte le espressioni della natura e dell'ambiente, che con un vecchio manuale di micologia riesce a
compiere il primo miracolo; nasce cosi' la prima edizione della rassegna, programmata su due
domeniche successive, che oggi rappresenta uno dei massimi appuntamenti del settore a livello internazionale.
Ma, fortuna audaces iuvat, per una fortunata coincidenza presenziano alla seconda giornata
due ospiti di eccezione: il presidente e il vicepresidente della Societe' Mycologique de
1'Haute Maurienne di Modane, Marcel Botte e Jacques Lodolo, venuti appositamente dalla loro lontana
sede ad esprimere ammirazione per quanto fatto e ad incoraggiare gli appassionati nostri
per l' avvenire, che, impressionati dalla buona volonta' e dalla temerarieta' dei volontari
cebani, ne invogliano il lavoro: da li nasce il primo contatto fra il futuro Gruppo Micologico Cebano,
che si formera' ufficialmente nel 1969, e gli esperti transalpini.
L'anno seguente la piccola esposizione si trasferisce al chiuso, nei locali delle scuole elementari Galliano,
cosi' da consentirne lo svolgimento con qualsiasi condizione meteo.
Accanto ai funghi vengono allestiti anche altri sipari, dedicati per esempio alla montagna, ai fiori, alle
erbe officinali; si proiettano i primi films sul territorio prodotti dal nascente Gruppo.
L'iniziativa viene pubblicizzata e attira un pubblico composto anche! da abitanti dei paesi vicini:
tra i visitatori una figura eccezionale, il Ministro dell'Agricoltura Ferrari-Aggradi.
I volontari dei primi anni si costituiscono nel Gruppo Micologico Cebano, primo in Piemonte e fra i primi
anche a livello nazionale, che si d'un organizzazione stabile, con un primo statuto che reca la data del 1969,
e che verra' titolato alla sua morte alla memoria del prof. Beniamino Peyronel, insigne scienziato e micologo
di Pinerolo che manchera' nel 1975, da sempre fra i piu' accesi amici e sostenitori della mostra cebana.
Nel 2001 si aggiungera' quello di Rebaudengo, a ricordo dei suoi indiscussi meriti e, per 1'occasione, si
ufficializzera' e registrera'; un nuovo statuto allineato ai tempi correnti.
Poco tempo dopo si stringeranno anche rapporti di amicizia e collaborazione con altre Associazioni micologiche
di Francia e del Canton Ticino: e' con loro che, nel 1991, i micologi cebani festeggiano la trentesima edizione
della mostra, siglando anche un simpatico "trigemellaggio" con il Ticino e la Maurienne.
La Mostra del Fungo cresce e viene notata anche dalle Camere di Commercio di Savona e Cuneo,
che ne comprendono il significato promozionale e la portata, commisurata anche alle poche
risorse e al grande sforzo di volontari sui quali si basa.
Con l'appoggio finanziario dei due Enti, ai quali si aggiungera' poi anche Imperia,
l'esposizione puo' contare su fondamenta piu' solide e consistenti e, soprattutto,
cominciare a guardare al futuro con qualche ambizione sovraprovinciale.
All'inizio degli anni Settanta il gruppo cebano concorre alla fondazione dell'Unione Micologica Italiana,
in qualita' di seconda associazione ufficialmente fondata in Italia e nel 1972 la citta' ospita il
primo congresso nazionale della stessa Unione, entrando a pieno titolo nel gotha della micologia
Il segretario nazionale dell'UMI, lo scomparso prof. Gilberto Govi con il rettore dell'Universita'
di Bologna professor Goidanich, visita piu' volte la rassegna cebana, apprezzandone ogni volta
la serieta' delle proposte e la scientificita' dei contenuti.
Si decide anche e si attua la proposta di produrre a ricordo dei piatti celebrativi della Mostra con
la riproduzione di un disegno realizzato da Rebaudengo, raffigurante un fungo commestibile.
Ancora qualche anno e gli organizzatori trasferiscono, per questioni di spazio, la rassegna,
che aumenta sempre piu' di importanza. nell'ex caserma degli alpini "Galliano", ma e' solo una
parentesi di breve durata.
La spinta che determinera' l'esplosione vera e propria della manifestazione e' la scelta di fare
il "grande salto", di trasferire cioe' tutto all';aperto, sotto i portici di via Marenco,
impagabile scenario medievale.
Una scommessa assolutamente vincente, premiata, di anno in anno, da una grande partecipazione
di pubblico e di studiosi.
Siamo intanto arrivati all' anno 1979 in cui si compie anche un altro passo decisivo:
quello di ridurre la durata della kermesse, prima suddivisa in due domeniche, a una sola,
la terza del mese di settembre. La ragione principale e' organizzativa, dovuta alla difficolta'
di conservare integro cosi' a lungo il materiale da esporre (ormai piu' di 400 specie diverse)
per un' intera settimana nonche' la difficolta' di reperire la materia prima.
Con l' occasione pero' si da' avvio alle "Giornate Internazionali di Micologia" a cui assicurano la
loro presenza micologi e studiosi che provengono da Francia, Svizzera, Belgio, Spagna e da tutta Italia,
facendo di Ceva un punto di ritrovo di primaria importanza.
Per la citta' e la sua festa e' la scelta giusta che, grazie al fascino particolare che viene a crearsi,
fa convergere a Ceva, in una sola giornata, decine di migliaia di visitatori.
Per rendere ancora piu' appetibile la visita e piu' gradevole il soggiorno, il Comune, i vari Enti
e le Associazioni cittadine lavorano insieme, per predisporre una serie di appuntamenti collaterali,
di contorno, che accompagnino il pubblico lungo un percorso tracciato a toccare tutte le zone del
centro storico e del Borgo Sottano.
Il lavoro organizzativo comincia all'inizio dell'estate, con le riunioni fra i vari gruppi che,
coordinati dall'assessorato alle Manifestazioni del Comune, procederanno poi autonomamente nel
perfezionare i singoli progetti operativi.
L'impegno si fa piu' pressante e richiede ritmi serrati dopo le ferie d'agosto, quando il cartellone
dei vari appuntamenti dovra' essere definito e pubblicato.
Poi, il sabato vigilia della Mostra avviene il miracolo: in poche ore, nel pomeriggio, vengono
allestite tutte le bancarelle per l'esposizione e gli stand, si sistemano gli arredi per abbellire
le vie e le strade (si tratta di piante, cartelloni didattici sulla natura e il fungo,
mostre fotografiche, tabelloni illustrativi, e quant' altro previsto).
L'attivit diventa frenetica: a meta'pomeriggio quando i micologi si raccolgono sotto i
portici di via Marenco, nel tradizionale punto di riunione vicino alla farmacia Boeri, e
li' completano la classificazione degli esemplari ultimi arrivati e quindi non ancora studiati
nei giorni precedenti.
Al far del buio, all'atto dell'inaugurazione, ormai da alcuni anni, la Mostra e' pronta al 99%,
mancano sola alcuni dettagli che entro le prime ore della notte vengono definiti e sistemati.
Il lavoro del Gruppo Micologico Cebano non si limita comunque alla sola preparazione e
conduzione della rassegna di settembre. Per tutto l'anno si intrecciano rapporti, visite e
scambi con Associazioni parallele in Italia e all'estero, per ragioni di approfondimento,
di studio e di reciproco scambio culturale.
In ambito locale, l'attivit' consiste nel promuovere corsi di introduzione
alla micologia per iscritti, simpatizzanti e per gli studenti delle varie scuole, cosi' come
nel partecipare alle iniziative legate all'ambiente, promosse da Comuni vicini e dalle Comunita'
Montane, si studia la flora del territorio.
Da quel lontano 1962 qualche cambiamento e avvicendamento c'e' pur stato; tanti amici,
a cui va il nostro memore e perenne ricordo, purtroppo ci hanno lasciato, qualcuno
ha abbandonato la passione per la micologia, ma e' arrivata anche nuova linfa a far si' che
la manifestazione potesse proseguire, immutabile per importanza, nel tempo.
E' passata infine a Giovanni Scola la guida del Gruppo per la scomparsa
avvenuta il 4 settembre del 2000, alla vigilia della 39a edizione della Mostra,
di Ernesto Rebaudengo al quale si deve il merito massimo ed indiscusso di aver portato e,
nel suo nome, di riunire ancora a Ceva, per l'appuntamento annuale col simposio
settembrino che precede immediatamente la Mostra, i piu' illustri scienziati italiani
ed europei nel campo della micologia, e di aver fatto di quella di Ceva, per riconoscimento unanime
degli esperti, la piu' bella Mostra del Fungo di tutta Europa.
E con malcelata modestia che posso orgogliosamente affermare che ultimamente
il Gruppo Micologico Cebano ha ampliato le proprie attrezzature dotandosi di un microscopio,
di un computer, di un navigatore GPS, di un video-tv ad alta definizione, di un video proiettore,
di una fotocamera da oltre 5 mega pixel, di uno scanner, di un masterizzatore,
sviluppando la biblioteca con una serie di volumi specifici indispensabili per i propri studi.
E siamo giunti alla programmazione del 56o Comitato Scientifico Nazionale dell'Associazione Bresadola,
una vera assise della micologia internazionale.
Successo strepitoso, circa 200 i micologi intervenuti per la maggior assise di micologia internazionale:
non ci si poteva attendere un maggior successo.
Prosegue l'attivita' e giungiamo ai corsi di micologia per le scuole, ai corsi di micologia in
collaborazione con ASL e Regione Piemonte rivolti a chi intende esercitare il commercio dei funghi,
al convegno-dibattito condotto ed organizzato dal nostro Gruppo nel corrente mese di marzo,
volto ad illustrare e dibattere la nuova legge regionale che regolamenta la raccolta funghi
che entra in vigore il 18 giugno 2008.
Modestamente riteniamo di non potere dare di piu'.
Ceva, 15 maggio 2008
Il Presidente
Giovanni Scola
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